Obblighi per colonnine ricarica auto elettriche da fine 2017

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[10-03-2017]. Dal 31-12-2017 sarà obbligatoria la predisposizione di colonnine di ricarica auto elettriche in caso di nuovi edifici commerciali  ed in caso di ristrutturazioni rilevanti. L’obbligo è esteso anche in ambito residenziale ai condomini oltre 10 unità ed in caso di ristrutturazioni di almeno il 50% della superficie disperdente o l’impianto termico dell’intero edificio.

Lo impone il D.Lgs. n. 257 del 16 dicembre 2016. [estratto]

L’obbligo esisteva già nella legge 134/2012, che imponeva l’installazione in ogni posto auto di dispositivi per la ricarica di auto elettriche negli edifici commerciali nuovi e ristrutturati superiori ai 500 mq.

La nuova disposizione impone le seguenti modifiche al T.U. per l’ediliza DPR 6 giugno 2000 n. 380:

  • l’adeguamento dei regolamenti edilizi comunali entro il 31 dicembre 2017 alla presente disposizione;
  • l’obbligo passa dall’installazione alla predisposizione al futuro allaccio di dispositivi per la ricarica;
  • l’obbligo è esteso agli edifici nuovi e ristrutturati residenziali con almeno 10 unità abitative, nella misura minima del 20% dei posti auto e agli edifici di nuova costruzione ed alle ristrutturazioni che coinvolgano almeno il 50% della superfici disperdente o l’impianto termico dell’intero edificio.
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Convenienza fotovoltaico e sistemi di accumulo a prezzi 2017.

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Solar Farm Srl |  2007-2017

[07-02-2017] Di seguito esaminiamo la convenienza economica di un impianto fotovoltaico semplice e di un sistema di accumulo per un impianto fotovoltaico già in funzione.

Fotovoltaico semplice

Consideriamo un impianto fotovoltaico residenziale da 6 kW nel Nord Italia. Il prezzo chiavi in mano è di Euro 11.500,00 (Iva inclusa), incluse pratiche Enel / GSE. Per semplicità di calcolo il beneficio fiscale della detrazione del 50% in 10 anni è attualizzato in misura lineare.

Ipotizziamo una quota di autoconsumo è del 35% – valore in linea con le statistiche degli impianti realizzati da Solar Farm e con la letteratura.

break-even-fv-6kw-2017-02La simulazione dimostra un ritorno economico dell’investimento in 5 anni.

Finanziariamente  equivale ad una polizza riscattabile a 10 anni (periodo della detrazione) con una cedola fissa del 20%.

E’ evidente che non esistono investimenti finanziari equivalenti per rischio/rendimento.

Nel caso il cliente non possa beneficiare della detrazione il rendimento si dimezza, ma il confronto con alternative finanziarie rimane a largo favore del fotovoltaico.

Sistema di accumulo

Consideriamo un impianto fotovoltaico esistente di 6 kW ed un sistema di accumulo da 6 kWh (es. Tesla Powerwall 1 oppure LG Chem RESU 6H). Il sistema è fornito chiavi in mano, servizi inclusi, ad un prezzo di Euro 9.200,00 (Iva inclusa).

La quota di autoconsumo iniziale è del 35%. La quota di autoconsumo con il sistema di accumulo sale al 75% – valore in linea con le nostre statistiche e le notizie disponibili.

break-even-retrofit-accumulo-blog-2017-02La simulazione mostra un ritorno dell’investimento in 11 anni.

Finanziariamente  equivale ad una polizza con riscatto a 11 anni (tempo di ritorno) con una cedola fissa del 9%.

Pur se in misura inferiore al fotovoltaico semplice, il rendimento supera qualunque investimento finanziario di pari profilo rischio/rendimento.

Fotovoltaico per aziende

break-even-fv-20kw-azienda-2017-02Per un’azienda consideriamo un impianto da 20 kW.

Il prezzo chiavi in mano è pari a Euro 30.000,00 (Iva esclusa).

La produzione media annua è 24.000 kWh, che corrisponde ad una spesa di circa 5.300 Euro l’anno (Iva esclusa) nel caso di acquisto dalla rete.

La detrazione fiscale non si applica, tuttavia l’investimento è ammortizzabile in 11 anni al 9% annuo. Dal punto di vista matematico è equiparabile ad una detrazione fiscale del 33% (IRES + IRAP) – artificio usato nel nostro modello semplificato.

Il calcolo non considera il vantaggio del c.d. “superammortamento” per i beni di investimento, cioè la possibilità di ammortizzare il primo anno il 140% della quota annuale di ammortamento.

La simulazione propone un ritorno dell’investimento in 6 anni. Valgono le considerazioni di convenienza descritte in precedenza.

Riferimenti:

Trovate qui e qui le tabelle [apre pdf] con i calcoli e qui il foglio di calcolo [apre xls].

Cercando sul web “convenienza fotovoltaico” escono decine di riferimenti. Tra quelli con maggior credito riportiamo:

Segnaliamo che entrambe gli articoli effettuano calcoli economici a prezzi 2014, superiori di circa il 20% rispetto ai prezzi attuali (02/2017).

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Nuova installazione Tesla Powerwall

478-vista-insieme-low[23/12/2016]. Nuova installazione di un sistema di accumulo con batteria Tesla Powerwall e inverter SMA SBS 2.5. La batteria è installata in retrofit presso un impianto fotovoltaico da 3 kW esistente (con micro-inverter Enphase e protezione di interfaccia esterna). Oltre ai materiali classsici di installazione è richiesto uno switch di rete LAN per il colegamento dati dall’E-meter [apre pdf] e dall’inverter SBS 2.5.

478-quadro-e_meter.jpgIl contatore E-meter e lo switch sono alloggiati in un quadro vicino al contatore di produzione. L’E-meter è inserito elettricamente subito a valle (lato rete) del generale utenza.

L’attivazione dell’impianto nel protale Sunny Portal avviene tramite registrazione dell’inverter con i codici PIC e RID dell’inverter da un portatile o da un telefono con connessione wireless alla DSL dell’abitazione.

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Prova del fuoco per una batteria Tesla

[22-12-2016] Tesla Energy ha messo a fuoco una batteria Powerpack (da 100 kWh di capacità) – la versione industriale della batteria Powerwall attualmente in commercio per il mercato residenziale. La prova è stata eseguita alla presenza della NFPA, l’agenzia americana per la prevenzione incendi. I risultati sono sorpendenti, in positivo, per quanti temono effetti esplosivi o di propagazione del fuoco dovuti all’energia contenuta nelle batterie al Litio.

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Tesla Powerpack dopo 1 ora di “fire test”

Infatti, in estrema sintesi, il fuoco avvolge la batteria ma il calore generato non propaga fiamme e non ci sono esplosioni pericolose per oggetti intorno alla batteria.

Il post con la prova e le immagini è disponbile qui (in inglese).

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Tesla Powerwall 2 disponibile da marzo 2017

powerwall-2-tesla-image-wide[30/11/2016] Il sistema di accumulo Powerwall 2 sarà disponibile in Italia da fine marzo 2017. L’annuncio viene da Tesla Energy alla rete degli Installatori Certificati (tra i quali Solar Farm).

Il Powerwall 2 sarà disponibile in 2 versioni:  [1] DC Powerwall – con uscita DC a 400V, compatibile con  inverter-regolatori di carica Solaredge StorEdge, SMA SBS 2.5 e Fronius; [2] AC Powerwall con un inverter-regolatore di carica integrato (disponibile in un secondo momento). Entrambe i prodotti hanno inclusa la funzione di backup o EPS (se l’impianto è dotato di un dispositivo di interfaccia CEI 0-21).

Il sistema offre 13,2 kWh di capacità utile. Le dimensioni sono 1150 x 755 x 155 mm, il peso 122 kg. La  potenza massima continua è di 5 kW (carica e scarica) con picco a 7 kW (max 10 secondi).

DC Powerwall 2

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Lo schema di installazione della versione DC (a 400V) è simile al sistema Powerwall 1 (di cui abbiamo parlato qui e qui). Nella versione DC la potenza massima disponibile della batteria può essere limitata dalla potenza massima erogabile dal inverter (2,5 kW nel caso SBS 2.5).

L’efficienza complessiva del ciclo carica-scarica è al 91,8% (nelle condizioni iniziali e con cicli di carica-scarica con potenza 3,3 kW).

Il data-sheet è disponibile qui [apre pdf].

AC Powerwall 2

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La versione AC si connette direttamente al quadro utente a 230 V (il sistema è monofase al momento), semplificando al massimo il retrofit di impianti fotovoltaici esistenti. Un dispositivo di comunicazione “energy gateway” si interfaccia con un contatore a valle del contatore di scambio del distributore ai fini della gestione dei flussi energetici (sul modello E-meter SMA).

Il sistema è compatibile con qualunque marca/modello di inverter solare – anche con microinverter e ottimizzatori DC/DC. La versione AC consente di sfruttare tutta la disponibilità di potenza della batteria. L’efficienza complessiva del ciclo carica-scarica è all’89%. Il data-sheet è disponibile qui [apre pdf].

Efficienza del sistema Powerwall 2

L’efficienza complessiva deve tenere conto di tutti gli apparati dello schema unifilare. La versione DC appare più efficiente (88%) della versione AC (85,4%).

Da notare che lo schema indicato di seguito per la versione DC considera inverter ibridi (solare + regolatore di carica). Tuttavia nel caso di retrofit di impianti esistenti – o impianti nuovi con inverter-regolatori di carica esterni –  l’efficienza complessiva va ridotta del grado di rendimento dell’inverter-regolatore di carica. Per esempio, nel caso SBS 2.5 (con rendimento 96,5%) l’efficienza complessiva del sistema DC è pari a 85%.

In sintesi, le due versioni hanno un rendimento sostanzialmente equivalente.

Efficenza versione DC

powerwall-2-dc-coupled-efficiency

(source: solarquote.com.au)

Efficenza versione AC

powerwall-2-ac-coupled-efficiency

(source: solarquote.com.au)

Il Powerwall 2 potrà essere ordinato agli installatori a partire da gennaio 2017 oppure dal cliente finale attraverso il sito web o presso gli Store Tesla.

L’installazione dovrà essere eseguita in ogni caso da un Installatore Certificato ai fini del rilascio della Dichiarazione di Conformità ex CEI 64-8 – necessaria per la connessione in rete (come da regole tecniche GSE) – e della fruizione della garanzia estesa di dieci anni.

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Tegole fotovoltaiche Tesla l’innovazione che mancava

Tetto-solare-Tesla

Il tetto solare Tesla con tegole in stile (cosidetto) “Tuscany”

[30/10/2016] Elon Musk – patron di Tesla – ha svelato – qui il video – il futuro del fotovoltaico integrato nei tetti residenziali. L’innovazione è rivoluzionaria. Secondo le dichiarazioni di Tesla il costo del tetto solare sarà inferiore al costo di un tetto tradizionale più il costo dell’energia in assenza di impianto solare.

Le specifiche pubblicate sono ancora poche, la commercializzazione è prevista da metà 2017, tuttavia le immagini e le notizie diffuse nell’anticpazione sono entusiasmanti.

Leggi tutto qui.

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Sistema di accumulo LG Chem

[10-11-2016]  In arrivo sul mercato il sistema di accumulo LG Chem disponibile nelle versioni a 49V con i modelli RESU 3.3, RESU 6.5, RESU 10 [apre pdf] di capacità utile pari al 90% della capacità nominale. Tra dicembre e gennaio 2017 saranno disponibili anche le versioni a 400V con i modelli RESU 7H e RESU 10H da 6,6 e 9,3 kWh di capacità utile.

Le soluzioni per impianti nuovi

sistema accumulo LG Chem

I modelli a 48V sono abbinabili ad inverter-regolatori di carica SolaX [apre pdf] di cui abbiamo parlato qui. In caso di retrofit di impianti fotovoltaici è necessario sostiture l’inverter fotovoltaico esistene, una soluzione che vale la pena nel caso l’inverter sia datato e/o fuori dal periodo coperto dalla garanzia originale. Qui i data-sheet della RESU 3.3 e RESU 6.5 [apre pdf].

Il grado di efficenza al 95% (ciclo completo carica-scarica) e le potenze massime di scarica di 3, 4,2 e 5 kW sono ai vertici di mercato. Le batterie hanno grado di protezione IP 55 (installazione interna o coperta dall’acqua) e si installano a parete (profondità di mm 120 e 227 per la RESU 10) nei pressi dell’inverter fotovoltaico. E’ utile disporre di connessione ad internet wi-fi o Lan (anche se non obbligatoria come nel caso del sistema Tesla Powerwall).

La soluzione ideale per impianti esistenti

I modelli a 400V (serie “H”) sono abbinabili all’inverter-regolatore di carica ad alta tensione SMA SBS 2.5 (Sunny Boy Storage) [di cui abbiamo parlato qui], particolarmente adatto al retrofit di impianti esistenti.Sunny-Boy-Storage-schema-connessione

Il sistema si installa presso qualunque tipo di impianto fotovoltaico (monofase o trifase) inserendo un contatore E-meter [apre web] per la lettura dei consumi/prelievi subito a valle del contatore di scambio dell’utenza.

I sistemi LG Chem sono espandibili con altre batterie della serie RESU di qualunque capacità (due al massimo), una caratteristica che rende il sistema molto flessibile.

Per prezzi e disponibilità chiedete un preventivo qui [apre pagina].

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Autoconsumo con sistema di accumulo Tesla Powerwall

[19/10/2016] Nel periodo di media stagione l’autoconsumo con il sistema di accumulo Tesla Powerwall arriva al 90%.

tesla-powerwall-self-cons-417-web-featuredI dati raffigurati si riferiscono ad un’utenza residenziale medio-grande dotata di impianto fotovoltaico da 6 kWp di cui abbiamo parlato qui. I consumi annuali sono pari a 6.500 kWh, con picchi serali. Il periodo di osservazione è di quattro settimane a cavallo tra settembre e ottobre 2016.

I consumi ammontano a 472 kWh, dei quali 105 kWh prelevati dalla rete e 367 kWh da produzione interna (fotovoltaico: 250 kWh + batteria: 117 kWh) [valori rilevati dal portale Sunny Portal versione desktop].

La quota di autosufficienza dell’abitazione è quindi del 78%. In altri termini: la casa dipende dalla rete per il 22% dei fabbisogni.

La produzione è pari a 426 kWh. La casa ne ha assorbito per 245 kWh, la batteria per 138 kWh. Altri 208 kWh sono stati immessi in rete nei momenti di produzione solare in eccesso ai consumi e con batteria carica. La quota di autoconsumo è quindi pari al 90% [(245+138) / 426]. Torneremo con dati aggiornati nel periodo invernale, il più difficile per il fotovoltaico.

Per un confronto, l’abitazione prima dell’installazione del sistema di accumulo permetteva una quota di autosufficienza pari a circa il 40% ed una quota di autoconsumo pari al 32%.

[Nota: il termine “grid feed-in” nel grafico è errato: è l’energia prelevata dalla rete nei periodi di non-produzione fotovoltaica; il valore di “energy external supply” è l’energia prelevata dalla rete durante i periodi di produzione].

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Analisi costo energia sistemi di accumulo

[update 07/10/2016] Proponiamo un’analisi del costo dell’energia nei sistemi di accumulo disponibili sul mercato. Sono esaminati i sistemi Sonnen, SMA, Samsung, SolaX, ABB – di cui abbiamo parlato qui e Tesla Powerwall di cui abbiamo pubblicato qui i dati operativi di un’installazione residenziale. La tabella di sintesi con i risultati è disponibile qui [scarica pdf].

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Diagramma energetico tipico di un sistema di accumulo residenziale

L’analisi considera il numero medio di cicli di carica / scarica effettuati dal sistema durante la vita utile (o garantita) indicata dai produttori. L’energia totale scambiata è il prodotto della capacità reale di accumuo per il numero di cicli utili o garantiti.

L’investimento è assunto pari al prezzo chiavi-in-mano indicativo al netto della detrazione fiscale del 50%, ora disponibile anche per contribuenti senza capienza [qui la circolare 3E 02/03/2016 dell’Agenzia delle Entrate].

La classifica evidenzia il Powerwall Tesla come sistema più conveniente. Va segnalato che, a parte i sistemi Sonnen, gli altri prodotti (SMA, Samsung, SolaX) includono nel prezzo l’inverter fotovoltaico.

La scelta del sistema più adatto va effettuata tenendo conto di diversi fattori: la taglia dell’accumulo più adatta ai consumi, la taglia dell’impianto fotovoltaico esistente, l’anzianità dell’inverter e la durata residua della garanzia, l’eventuale espandibilità futura del sistema di accumulo e/o dell’impianto fotovoltaico.

Occorre puntualizzare che il numero di cicli garantito è specificato  a fronte della capacità residua delle batterie al termine del periodo garantito (per il Powerwall è il 60% [apre pdf]) e delle condizioni operative (in genere con temperatura di 25°). Nella realtà per sistemi posizionati in locali non condizionati, la temperatura non è costante e supera 25°, quindi il numero di cicli va preso come riferimento indicativo a meno che non vi sia un sistema di raffreddamento (come per il Powerwall).

Contattateci qui per maggiori informazioni e per un preventivo personalizzato.

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Nuovo sistema di accumulo Tesla Powerwall con fotovoltaico residenziale

[27/09/2016]. Installato un sistema di accumulo Tesla Powerwall su impianto fotovoltaico residenziale. Il Powerwall è stato installato presso un’abitazione nel Nord Italia già dotata di un impianto fotovoltaico incentivato con il IV° Conto Energia. Prima dell’intervento l’impianto generava energia una quota di autoconsumo del 30%. In fase di preventivo si è stimata una quota del 65% a seguito dell’installazione del Powerwall.

Tesla Powerwall boxIl sistema arriva imballato in una cassa di legno direttamente da Tesla, già predisposta per liberare la staffa a muro che regge i 90 chili della batteria. Nella foto sono visibili anche le scatole dell’inverter/caricabatteria SMA Sunny Boy Storage (SBS 2.5), del data-logger Sunny Home Manager e dei due E-meter [pdf] – i contatori amperometrici per la misura della corrente prodotta dall’inverter esistente (in questo caso non SMA) e dell’energia immessa/prelevata dalla rete.

Tesla-Powerwall-bullone-staffaIl montaggio del Powerwall e del SBS richiede poco tempo grazie alle staffe a muro ed ai collegamenti precablati. Il Powerwall è ancorato alla staffa e tenuto bloccato lateralmente da bulloni. Una volta collegati gli spinotti di collegamento cavi e LAN il Powerwall va chiuso con le coperture laterali ed inferiore. L’attivazione è immediata ed automatica – la copertura inferiore preme un pulsante di sicurezza sulla piastra.

Più attenzione va posta nei collegamenti dei cavi di comunicazione. Nel caso in oggetto è stato necessario installare uno switch di rete per accogliere i cavi patch dai due E-meter ed il cavo di connessione con l’SBS (fornito da SMA con l’inverter). Il collegamento di comunicazione fornito da SMA prevede cavi RS485 da cablare al Sunny Home Manager – soluzione più scomoda e “fragile”.

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Complessivamente l’installazione sarebbe agevolata – più “pulita” esteticamente – se il Sunny Home Manager fosse dotato di due porte LAN aggiuntive e la scatola contenesse già una dotazione di due cavi patch.

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L’SBS e il Powerwall trasmettono immediatamente lo stato di funzionamento appena connessi via wi-fi al telefonino o via cavo LAN al portale Sunny Portal.

La batteria presentava un livello di carica originale di circa il 30%; la carica all’impianto FV si avvia subito. L’impianto privilegia i carichi utente (autoconsumo) e carica la batteria con l’energia residua. L’eccedenza è immessa in rete.

Il livello di rumore è molto basso, un ronzio simile ad un inverter fotovoltaico, non fastidioso.

La batteria si registra nel portale di Tesla ai fini dell’attivazione delle condizioni di garanzia decennale [pdf].

I grafici dal portale Sunny Portal mostrano i dati di funzionamento con [1] i flussi di energia diurna e serale/notturno (grafici “Current status”) e [2] l’andamento dell’autoconsumo dal sorgere del sole fino alle 24 circa (grafico con profilo giornaliero).

La quota di autoconsumo dei primi giorni è oltre il 75%.

Terremo monitorato il sistema per i prossimi mesi. Seguite gli aggiornamenti su questo blog, via Twitter o alla pagina Facebook.

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