Tesla Powerwall 2 disponibile da febbraio 2017

powerwall-2-tesla-image-wide[30/11/2016] Il sistema di accumulo Powerwall 2 sarà disponibile in Italia da febbraio 2017. L’annuncio viene da Tesla Energy alla rete degli Installatori Certificati (tra i quali Solar Farm).

Il Powerwall 2 sarà disponibile in 2 versioni:  [1] DC Powerwall – con uscita DC a 400V, compatibile con  inverter-regolatori di carica Solaredge StorEdge, SMA SBS 2.5 e Fronius; [2] AC Powerwall con un inverter-regolatore di carica integrato (disponibile in un secondo momento). Entrambe i prodotti hanno inclusa la funzione di backup o EPS (se l’impianto è dotato di un dispositivo di interfaccia CEI 0-21).

Il sistema offre 13,2 kWh di capacità utile. Le dimensioni sono 1150 x 755 x 155 mm, il peso 122 kg. La  potenza massima continua è di 5 kW (carica e scarica) con picco a 7 kW (max 10 secondi).

DC Powerwall 2

Powerwall-2-DC-layout

Lo schema di installazione della versione DC (a 400V) è simile al sistema Powerwall 1 (di cui abbiamo parlato qui e qui). Nella versione DC la potenza massima disponibile della batteria può essere limitata dalla potenza massima erogabile dal inverter (2,5 kW nel caso SBS 2.5).

L’efficienza complessiva del ciclo carica-scarica è al 91,8% (nelle condizioni iniziali e con cicli di carica-scarica con potenza 3,3 kW).

Il data-sheet è disponibile qui [apre pdf].

AC Powerwall 2

Powerwall-2-layout

La versione AC si connette direttamente al quadro utente a 230 V (il sistema è monofase al momento), semplificando al massimo il retrofit di impianti fotovoltaici esistenti. Un dispositivo di comunicazione “energy gateway” si interfaccia con un contatore a valle del contatore di scambio del distributore ai fini della gestione dei flussi energetici (sul modello E-meter SMA).

Il sistema è compatibile con qualunque marca/modello di inverter solare – anche con microinverter e ottimizzatori DC/DC. La versione AC consente di sfruttare tutta la disponibilità di potenza della batteria. L’efficienza complessiva del ciclo carica-scarica è all’89%. Il data-sheet è disponibile qui [apre pdf].

Efficienza del sistema Powerwall 2

L’efficienza complessiva deve tenere conto di tutti gli apparati dello schema unifilare. La versione DC appare più efficiente (88%) della versione AC (85,4%).

Da notare che lo schema indicato di seguito per la versione DC considera inverter ibridi (solare + regolatore di carica). Tuttavia nel caso di retrofit di impianti esistenti – o impianti nuovi con inverter-regolatori di carica esterni –  l’efficienza complessiva va ridotta del grado di rendimento dell’inverter-regolatore di carica. Per esempio, nel caso SBS 2.5 (con rendimento 96,5%) l’efficienza complessiva del sistema DC è pari a 85%.

In sintesi, le due versioni hanno un rendimento sostanzialmente equivalente.

Efficenza versione DC

powerwall-2-dc-coupled-efficiency

(source: solarquote.com.au)

Efficenza versione AC

powerwall-2-ac-coupled-efficiency

(source: solarquote.com.au)

Il Powerwall 2 potrà essere ordinato agli installatori a partire da gennaio 2017 oppure dal cliente finale attraverso il sito web o presso gli Store Tesla.

L’installazione dovrà essere eseguita in ogni caso da un Installatore Certificato ai fini del rilascio della Dichiarazione di Conformità ex CEI 64-8 – necessaria per la connessione in rete (come da regole tecniche GSE) – e della fruizione della garanzia estesa di dieci anni.

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Tegole fotovoltaiche Tesla l’innovazione che mancava

Tetto-solare-Tesla

Il tetto solare Tesla con tegole in stile (cosidetto) “Tuscany”

[30/10/2016] Elon Musk – patron di Tesla – ha svelato – qui il video – il futuro del fotovoltaico integrato nei tetti residenziali. L’innovazione è rivoluzionaria. Secondo le dichiarazioni di Tesla il costo del tetto solare sarà inferiore al costo di un tetto tradizionale più il costo dell’energia in assenza di impianto solare.

Le specifiche pubblicate sono ancora poche, la commercializzazione è prevista da metà 2017, tuttavia le immagini e le notizie diffuse nell’anticpazione sono entusiasmanti.

Leggi tutto qui.

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Sistema di accumulo LG Chem

[10-11-2016]  In arrivo sul mercato il sistema di accumulo LG Chem disponibile nelle versioni a 49V con i modelli RESU 3.3, RESU 6.5, RESU 10 [apre pdf] di capacità utile pari al 90% della capacità nominale. Tra dicembre e gennaio 2017 saranno disponibili anche le versioni a 400V con i modelli RESU 7H e RESU 10H da 6,6 e 9,3 kWh di capacità utile.

Le soluzioni per impianti nuovi

sistema accumulo LG Chem

I modelli a 48V sono abbinabili ad inverter-regolatori di carica SolaX [apre pdf] di cui abbiamo parlato qui. In caso di retrofit di impianti fotovoltaici è necessario sostiture l’inverter fotovoltaico esistene, una soluzione che vale la pena nel caso l’inverter sia datato e/o fuori dal periodo coperto dalla garanzia originale. Qui i data-sheet della RESU 3.3 e RESU 6.5 [apre pdf].

Il grado di efficenza al 95% (ciclo completo carica-scarica) e le potenze massime di scarica di 3, 4,2 e 5 kW sono ai vertici di mercato. Le batterie hanno grado di protezione IP 55 (installazione interna o coperta dall’acqua) e si installano a parete (profondità di mm 120 e 227 per la RESU 10) nei pressi dell’inverter fotovoltaico. E’ utile disporre di connessione ad internet wi-fi o Lan (anche se non obbligatoria come nel caso del sistema Tesla Powerwall).

La soluzione ideale per impianti esistenti

I modelli a 400V (serie “H”) sono abbinabili all’inverter-regolatore di carica ad alta tensione SMA SBS 2.5 (Sunny Boy Storage) [di cui abbiamo parlato qui], particolarmente adatto al retrofit di impianti esistenti.Sunny-Boy-Storage-schema-connessione

Il sistema si installa presso qualunque tipo di impianto fotovoltaico (monofase o trifase) inserendo un contatore E-meter [apre web] per la lettura dei consumi/prelievi subito a valle del contatore di scambio dell’utenza.

I sistemi LG Chem sono espandibili con altre batterie della serie RESU di qualunque capacità (due al massimo), una caratteristica che rende il sistema molto flessibile.

Per prezzi e disponibilità chiedete un preventivo qui [apre pagina].

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Autoconsumo con sistema di accumulo Tesla Powerwall

[19/10/2016] Nel periodo di media stagione l’autoconsumo con il sistema di accumulo Tesla Powerwall arriva al 90%.

tesla-powerwall-self-cons-417-web-featuredI dati raffigurati si riferiscono ad un’utenza residenziale medio-grande dotata di impianto fotovoltaico da 6 kWp di cui abbiamo parlato qui. I consumi annuali sono pari a 6.500 kWh, con picchi serali. Il periodo di osservazione è di quattro settimane a cavallo tra settembre e ottobre 2016.

I consumi ammontano a 472 kWh, dei quali 105 kWh prelevati dalla rete e 367 kWh da produzione interna (fotovoltaico: 250 kWh + batteria: 117 kWh) [valori rilevati dal portale Sunny Portal versione desktop].

La quota di autosufficienza dell’abitazione è quindi del 78%. In altri termini: la casa dipende dalla rete per il 22% dei fabbisogni.

La produzione è pari a 426 kWh. La casa ne ha assorbito per 245 kWh, la batteria per 138 kWh. Altri 208 kWh sono stati immessi in rete nei momenti di produzione solare in eccesso ai consumi e con batteria carica. La quota di autoconsumo è quindi pari al 90% [(245+138) / 426]. Torneremo con dati aggiornati nel periodo invernale, il più difficile per il fotovoltaico.

Per un confronto, l’abitazione prima dell’installazione del sistema di accumulo permetteva una quota di autosufficienza pari a circa il 40% ed una quota di autoconsumo pari al 32%.

[Nota: il termine “grid feed-in” nel grafico è errato: è l’energia prelevata dalla rete nei periodi di non-produzione fotovoltaica; il valore di “energy external supply” è l’energia prelevata dalla rete durante i periodi di produzione].

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Analisi costo energia sistemi di accumulo

[update 07/10/2016] Proponiamo un’analisi del costo dell’energia nei sistemi di accumulo disponibili sul mercato. Sono esaminati i sistemi Sonnen, SMA, Samsung, SolaX, ABB – di cui abbiamo parlato qui e Tesla Powerwall di cui abbiamo pubblicato qui i dati operativi di un’installazione residenziale. La tabella di sintesi con i risultati è disponibile qui [scarica pdf].

analisi-costo-sistemi-accumulo

Diagramma energetico tipico di un sistema di accumulo residenziale

L’analisi considera il numero medio di cicli di carica / scarica effettuati dal sistema durante la vita utile (o garantita) indicata dai produttori. L’energia totale scambiata è il prodotto della capacità reale di accumuo per il numero di cicli utili o garantiti.

L’investimento è assunto pari al prezzo chiavi-in-mano indicativo al netto della detrazione fiscale del 50%, ora disponibile anche per contribuenti senza capienza [qui la circolare 3E 02/03/2016 dell’Agenzia delle Entrate].

La classifica evidenzia il Powerwall Tesla come sistema più conveniente. Va segnalato che, a parte i sistemi Sonnen, gli altri prodotti (SMA, Samsung, SolaX) includono nel prezzo l’inverter fotovoltaico.

La scelta del sistema più adatto va effettuata tenendo conto di diversi fattori: la taglia dell’accumulo più adatta ai consumi, la taglia dell’impianto fotovoltaico esistente, l’anzianità dell’inverter e la durata residua della garanzia, l’eventuale espandibilità futura del sistema di accumulo e/o dell’impianto fotovoltaico.

Occorre puntualizzare che il numero di cicli garantito è specificato  a fronte della capacità residua delle batterie al termine del periodo garantito (per il Powerwall è il 60% [apre pdf]) e delle condizioni operative (in genere con temperatura di 25°). Nella realtà per sistemi posizionati in locali non condizionati, la temperatura non è costante e supera 25°, quindi il numero di cicli va preso come riferimento indicativo a meno che non vi sia un sistema di raffreddamento (come per il Powerwall).

Contattateci qui per maggiori informazioni e per un preventivo personalizzato.

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Nuovo sistema di accumulo Tesla Powerwall con fotovoltaico residenziale

[27/09/2016]. Installato un sistema di accumulo Tesla Powerwall su impianto fotovoltaico residenziale. Il Powerwall è stato installato presso un’abitazione nel Nord Italia già dotata di un impianto fotovoltaico incentivato con il IV° Conto Energia. Prima dell’intervento l’impianto generava energia una quota di autoconsumo del 30%. In fase di preventivo si è stimata una quota del 65% a seguito dell’installazione del Powerwall.

Tesla Powerwall boxIl sistema arriva imballato in una cassa di legno direttamente da Tesla, già predisposta per liberare la staffa a muro che regge i 90 chili della batteria. Nella foto sono visibili anche le scatole dell’inverter/caricabatteria SMA Sunny Boy Storage (SBS 2.5), del data-logger Sunny Home Manager e dei due E-meter [pdf] – i contatori amperometrici per la misura della corrente prodotta dall’inverter esistente (in questo caso non SMA) e dell’energia immessa/prelevata dalla rete.

Tesla-Powerwall-bullone-staffaIl montaggio del Powerwall e del SBS richiede poco tempo grazie alle staffe a muro ed ai collegamenti precablati. Il Powerwall è ancorato alla staffa e tenuto bloccato lateralmente da bulloni. Una volta collegati gli spinotti di collegamento cavi e LAN il Powerwall va chiuso con le coperture laterali ed inferiore. L’attivazione è immediata ed automatica – la copertura inferiore preme un pulsante di sicurezza sulla piastra.

Più attenzione va posta nei collegamenti dei cavi di comunicazione. Nel caso in oggetto è stato necessario installare uno switch di rete per accogliere i cavi patch dai due E-meter ed il cavo di connessione con l’SBS (fornito da SMA con l’inverter). Il collegamento di comunicazione fornito da SMA prevede cavi RS485 da cablare al Sunny Home Manager – soluzione più scomoda e “fragile”.

Tesla Powerwall collegamento dati

Complessivamente l’installazione sarebbe agevolata – più “pulita” esteticamente – se il Sunny Home Manager fosse dotato di due porte LAN aggiuntive e la scatola contenesse già una dotazione di due cavi patch.

Tesla-Powerwall-Solar-Farm-srl-parma

L’SBS e il Powerwall trasmettono immediatamente lo stato di funzionamento appena connessi via wi-fi al telefonino o via cavo LAN al portale Sunny Portal.

La batteria presentava un livello di carica originale di circa il 30%; la carica all’impianto FV si avvia subito. L’impianto privilegia i carichi utente (autoconsumo) e carica la batteria con l’energia residua. L’eccedenza è immessa in rete.

Il livello di rumore è molto basso, un ronzio simile ad un inverter fotovoltaico, non fastidioso.

La batteria si registra nel portale di Tesla ai fini dell’attivazione delle condizioni di garanzia decennale [pdf].

I grafici dal portale Sunny Portal mostrano i dati di funzionamento con [1] i flussi di energia diurna e serale/notturno (grafici “Current status”) e [2] l’andamento dell’autoconsumo dal sorgere del sole fino alle 24 circa (grafico con profilo giornaliero).

La quota di autoconsumo dei primi giorni è oltre il 75%.

Terremo monitorato il sistema per i prossimi mesi. Seguite gli aggiornamenti su questo blog, via Twitter o alla pagina Facebook.

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Fotovoltaico con accumulo integrato con impianto esistente

[25/08/2016]. Fotovoltaico con accumulo integrato con impianto esistente, già incentivato dal GSE. L’inverter-regolatore di carica è SolaX, le batterie al Litio sono Pylontech da 2,5 kWh nominali. Il nuovo sistema controlla e bilancia gli assorbimenti dai carichi utente su una fase con la produzione dei due impianti su fasi diverse attraverso un contatore trifase posto subito a valle del contatore di scambio. Il sistema privilegia l’autoconsumo e carica le batterie con la produzione residua.

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Nuovo impianto da 3 kW affiancato ad impianto 6kW esistente. Sbarco sul tetto con accesso calpestabile per pulizia e manutenzione.

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Inverter-regolatore di carica SolaX SK3000E con uscita EPS per carichi emergenza (non attivata), armadio con 2 batterie Pylontech da 2000 kWh (reali), quadro di interfaccia e quadro di campo. Spazio per ampliamento verticale armadio batterie.

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Dettaglio armadio batterie Pylontech con collegamenti comunicazione.

 

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Simulatore economico sistema di accumulo fotovoltaico

(da Greenstyle.it)

(da Greenstyle.it)

Aggiornato il simulatore economico  [scarica xls] per il confronto impianto fotovoltaico tradizionale e con accumulo, per installazioni residenziali. I valori di prezzo sono aggiornati a giugno 2016. Per il sistema di accumulo è considerato il sistema Powerwall Tesla [apre pdf]  con regolatore di carica SMA Sunny Boy Storage, che si adatta a tutti gli impianti fotovoltaici nuovi ed in retrofit, monofase e trifase.

Disponibile qui una tabella con i prezzi di riferimento dei principali sistemi di accumulo in rapporto all’energia totale per il numero di cicli garantiti dai produttori. [valori indicativi]

Per preventivi potete contattarci qui.

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Conto termico 2.0 a partire dal 1 giugno 2016, più incentivi e più facile l’accesso.

GSE-conto-termico-2.0Dal 1° giugno 2016 sarà attivo il nuovo Conto Termico 2.0, che prevede incentivi più alti e un iter più snello per l’accesso ai contributi per intervento di rinnovo impianti riscaldamento. Di seguito la sintesi delle novità:

  • fino al 65% della spesa sostenuta per gli “Edifici a energia quasi zero” (nZEB);
  • fino al 40% per gli interventi di isolamento di muri e coperture, per la sostituzione di chiusure finestrate, per l’installazione di schermature solari, l’illuminazione di interni, le tecnologie di building automation, le caldaie a condensazione;
  • fino al 50% per gli interventi di isolamento termico nelle zone climatiche E/F e fino al 55% nel caso di isolamento termico e sostituzione delle chiusure finestrate, se abbinati ad altro impianto (caldaia a condensazione, pompe di calore, solare termico, ecc.);
  • anche fino al 65% per pompe di calore, caldaie e apparecchi a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore e impianti solari termici;
  • il 100% delle spese per la Diagnosi Energetica e per l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) per le PA (e le ESCO che operano per loro conto) e il 50% per i soggetti privati, con le cooperative di abitanti e le cooperative sociali.

Gli incentivi sono concessi in rate annuali costanti della durata compresa tra 2 e 5 anni, a seconda della tipologia di intervento e della sua dimensione, oppure in un’unica soluzione, nel caso in cui l’ammontare dell’incentivo non superi i 5.000 euro.

Gli interventi incentivabili da PRIVATI ed ESCO (per le PA la lista include altre voci ) riguardano interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza, quali la sostituzione di impianti esistenti con generatori alimentati a fonti rinnovabili:

  • pompe di calore, per climatizzazione anche combinata per acqua calda sanitaria;
  • caldaie, stufe e termocamini a biomassa;
  • sistemi ibridi a pompe di calore.
  • installazione di impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling per la produzione di freddo.

Gli interventi devono essere realizzati utilizzando esclusivamente apparecchi e componenti di nuova costruzione e devono essere correttamente dimensionati in funzione dei reali fabbisogni di energia termica.

Per i piccoli interventi (il contributo non può superare 5.000 euro) l’incentivo si pone in alternativa alla detrazione fiscale del 50%, con il vantaggio di essere erogata in pochi mesi anzichè in 10 anni.

L’iter procedurale è descritto nello schema di seguito:

GSE-accesso-CT-2016

da portale GSE

 

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Batterie al Piombo verso Ioni di Litio: analisi comparativa tecnico-economica

Litium-vs-AGM-battery-technology

(by Victron Energy)

Riportiamo un analisi comparativa tra le due tecnologie principali per lo stoccaggio di energia per piccoli impianti: batterie al Piombo-gel verso Ioni di Litio.

Il post proviene da Victron Energy – una Società manifatturiera di sistemi di accumulo di entrambe le tecnologie – che ha recentemente stretto un accordo con X-Yachts per equipaggiare le barche del presitigioso cantiere navale con propri sistemi di accumulo in batterie al Litio (Li-Fe-PO4 per l’esattezza).

Il post è qui (in inglese).

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