Riforma tariffe energia elettrica 2016-2018

Dal 1 gennaio 2016 è entrata in vigore la riforma delle tariffe dell’energia elettrica per i consumatori domestici. La riforma entra in vigore gradualmente e termina nel 2018 [Delibera 582/2015/R/EEL della AEEGSI].

Perchè la riforma delle tariffe

La modifica punta ad eliminare la progressività delle tariffe spostando una parte dei costi relativi agli oneri di rete e oneri di sistema dalla componente variabile (€/kWh) alle componenti fisse (quota potenza in €/kW impegnato e quota pro-cliente in €/mese).

L’obiettivo è favorire l’installazione di dispositivi elettrici (pompe di calore, auto elettriche, piani cottura a induzione, piastre irraggianti) in sostituzione di impianti a gas.

Le azioni della riforma

La riforma, in sintesi, comporta a regime i seguenti effetti:

  1. azzeramento dei costi per la modifica della potenza installata (30 €);
  2. la possibilità di scegliere tra livelli differenziati di potenza installabile (non più solo 3 kW / 4,5 kW / 6);
  3. l’aumento della quota fissa mensile e della quota potenza delle componenti tariffarie riduce l’incidenza unitaria del costo del loro costo; pertanto all’aumentare dei consumi la bolletta sarà meno cara rispetto al 2016.

Le conseguenze per il consumatore

Se il consumatore non modifica le proprie abitudini energetiche, si troverà con bollette più care per consumi inferiori a circa 2.800 kWh/anno e bollette meno care per consumi oltre 4.000 kWh/anno – con penalizzazioni importanti per i non residenti. Di seguito una tabella tratta dal post di Qualenergia.it.

Qualenergia-Tabella_impatti_riforma_aeegsi-2016.jpg

A prima vista sembrerebbe una penalizzazione per la maggior parte delle famiglie. In realtà la modifica punta a far modificare i comportamenti offrendo opportunità per interventi di efficienza energetica.

Le opportunità per il consumatore

Per sfruttare la modifica conviene seguire lo stimolo offerto dalla riforma e ridurre i consumi di gas a favore di:

  1. piani di cottura a induzione e forni microonde
  2. piastre ad irraggiamento (infrarosso) per riscaldare ambienti piccoli;
  3. fotovoltaico termodinamico o boiler in pompa di calore;
  4. pompe di calore ;
  5. sistemi di accumulo elettrico per ridure la potenza contrattuale (o evitare aumenti) e lo scambio sul posto (in progressiva riduzione per la riduzione del prezzo della componente energia della tariffa).

Gli investimenti possono beneficiare – dal 2016 e fino a tutto il 2017 – delle detrazioni fiscali per risparmio energetico e ristrutturazioni (vedi post -> qui).

E’ utile un’analisi complessiva dei consumi e degli impianti per individuare la soluzione più adatta e più efficente per l’investimento.

Per analisi di fattibilità e preventivi gratuiti contattateci -> qui.

[contenuti tratti in parte da questo post su IlSole24Ore].

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