Cessione del credito per fotovoltaico e sistemi di accumulo 2019

La possibilità offerta dal Decreto Crescita di luglio 2019 di cedere il credito derivante dalle detrazioni fiscali per l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo ha creato parecchio subbuglio nel mercato.

Alcuni operatori offrono, per tale tipologia di impianto, lo “sconto in fattura“; in pratica vendono l’impianto a metà prezzo.

Questa opzione, però, non è ammessa.

Vediamo perchè.

La normativa per l’incentivazione

La legge di riferimento per il fotovoltaico e i sistemi di accumulo è il DPR 22 dicembre 1986, n. 917 —articolo 16-bis, comma 1, lettera h): interventi per l’installazione di impianti a fonte rinnovabile.

Gli interventi beneficiano della detrazione al 36% in rate decennali, salvo la solita proroga annuale dell’extra detrazione al 50% fino a 96.000 Euro di spesa.

La normativa per la cessione del credito

La cessione del credito è introdotta dal cd “Decreto “Crescita —Legge 28 giugno 2019, n. 58.

Al Decreto Crescita ha fatto seguito il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate N. 660057/2019 di luglio 2019, che ha specificato la procedura di applicazione della cessione del credito:

  • per gli incentivi ECOBONUS e SISMABONUS (rispettivamente art. 14 comma 3.1 e art. 16 comma 1-octies del DL 4 giugno 2013, n. 63) è prevista l’opzione della cessione del credito sotto forma di “sconto in fattura” —vedi punto 1 del Provvedimento; il recupero dello sconto da parte del fornitore avviene in cinque anni per compensazione;
  • per l’incentivo RISTRUTTURAZIONI, cui si riferiscono fotovoltaico e sistemi di accumulo, è prevista l’opzione della cessione del credito —vedi punto 5.2 del Provvedimento; il recupero della detrazione da parte del fornitore avviene in dieci anni per compensazione.

La cessione di secondo livello

Il Provvedimento prevede la cessione del credito dal fornitore (installatore) ai propri fornitori (produttori e distributori).

Al momento, però, sono pochissimi i produttori ed i distributori di materiale che offrono l’acquisizione del credito dagli installatori.

In ogni caso l’importo della detrazione cedibile a monte da parte all’installatore è limitato al materiale principale (pannelli, batterie); la manodopera, i servizi e i materiali elettrici generici —che pesano circa il 40%— restano a carico dell’installatore.

In sostanza, assunto un importo di circa 10.000 Euro per un sistema di accumulo, l’importo cedibile dal cliente all’installatore e da questi al proprio fornitore ammonterebbe a circa 6.000 Euro.

Al consumatore resta quindi la scelta tra beneficiare di 5.000 di detrazione in dieci anni o 3.000 Euro derivanti dalla cessione.

Nella pratica, la procedura di cessione va avviata da parte del consumatore sulla piattaforma on-line dell’Agenzia delle Entrate e dovrà essere validata dall’Agenzia entro febbraio 2020; durante tale periodo l’installatore dovrà accettare la cessione, sempre tramite la piattaforma on-line. In caso positivo l’installatore restituirà l’importo della cessione al cliente.

Analoga procedura dovrà essere seguita per la cessione di secondo livello. Non si tratta quindi di automatismi e non è scontato che la cessione avvenga positivamente.

La posizione dei fornitori

La posizione è riassunta dall’associazione Italia Solare in una lettera inviata al Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcom):

La norma va a discapito dei piccoli e medi che operano solamente nel settore del fotovoltaico e che non hanno una disponibilità finanziaria tale da poter gestire una simile dinamica.

La capienza economica necessaria, infatti, vi può essere solo per quelle imprese che traggono la maggior parte dei loro proventi da attività diverse dalla vendita di impianti fotovoltaici.

http://www.solareb2b.it/italia-solare-agcom-cessione-credito/

Nella lettera l’associazione di settore rileva anche un profilo di violazione della concorrenza.

Il Far West della promozione

Il risultato è che alcune imprese pubblicizzano sconti in fattura —opzione non prevista—, oppure l’acquisizione del credito solo su alcuni prodotti o “kit di prodotti” —sui quali si applicano ricarichi maggiori—, in una girandola di pubblicità ingannevoli.

La situazione attuale del mercato

La normativa rischia di creare un’offerta di mercato riservata ad aziende con ampia capienza fiscale, che operano necessariamente in settori diversi dalle rinnovabili, e che si troveranno a subappaltare progetto e posa in opera degli impianti ad installatori locali a basso costo.

Il settore dell’installazione non offre margini sufficienti agli operatori effettivi, per i quali non è sostenibile accumulare crediti per dieci anni.

I clienti che accettano le offerte —più o meno allettanti— da alcuni grandi gruppi difficilmente potranno attendersi il livello di servizio offerto da Società e installatori che operano direttamente, a maggior ragione per quanto riguarda l’assistenza post vendita.

Riferimenti

Decreto “Crescita —Legge 28 giugno 2019, n. 58 » qui

Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate N. 660057/2019 – luglio 2019 » qui

Altre info e richiesta preventivi a Solar Farm » qui

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